
Quando la scarpa è... donna
I love my work very much. I draw the shoes, I choose the leather, and then I make them. Someone once told me that in my shoes they feel like they are flying.
The shop and workshop in piazza Tebaldo Brusato, the 48 hours for a pump, the requests from brides, the customers with foot problems.
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Non solo abiti su misura. Ma anche scarpe. E perché no, pure borse, cinture o giubbini in pelle.
Paraschiva, conosciuta anche come Cristina, rumena di 37 anni, da sei realizza stivali, mocassini, decolleté in base alle esigenze dei clienti, nel negozio-laboratorio di piazza Tebaldo Brusato dove lavora con un collega albanese. Attorno a lei sagome di legno, pelli, tacchi, martelli e pinze, colle e chiodi, oltre che decine e decine di calzature sparse sulle tavole di legno.
Una passione la sua, che la tiene occupata per buona parte della giornata, nonostante a casa l’aspettino il marito e le due figlie di 13 e 17 anni. «Amo molto il mio lavoro, racconta con il sorriso sulle labbra. Disegno le scarpe, scelgo il pellame, e poi le realizzo. La soddisfazione più grande è quella di vedere la gente che esce soddisfatta dal mio negozio. Qualcuno è arrivato a dirmi che con le mie scarpe si sente volare».
Per creare una calzatura, Paraschiva prima prende le misure dei piedi, quindi insieme al cliente sceglie che tipo di pelle utilizzare. Disegna il modello sul pellame e poi lo taglia, realizza la tomaia e poi tira la pelle sulla sagoma, per far prendere la forma desiderata, unisce le due parti e quindi cuce la suola.
Diversi passaggi, che richiedono tempo. «Per un normale decolleté ci vogliono almeno 48 ore di lavoro».
Qualcuno è arrivato a chiedercene anche in coccodrillo bagnato da una lamina d’oro. Certo, chi è benestante può permettersi di rivolgersi a Paraschiva, ma non solo, si conferma la 37enne rumena: «Molti vengono nel mio negozio perché hanno dei problemi ai piedi, e con le scarpe normali non riescono a camminare. Alcuni ad esempio devono portare dei plantari. Le spose poi ci chiedono scarpe dello stesso tessuto del vestito, ma sono soprattutto gli uomini che si rivolgono a noi. Qualcuno ci chiede dei rialzi, ad esempio».
Spesso succede che siano i clienti a chiedere modelli particolari, altre volte è Paraschiva che li pensa, e poi li realizza: «Non riesco a fare altro se non un modello che ho in mente. Provo e riprovo finché non trovo il modo per crearlo. Come per le scarpe con le perle, particolarmente adatte ad una sposa». Il piede infatti è interamente coperto di perle, una calzatura assolutamente unica e molto preziosa, che fa bella mostra di sé nella vetrina del negozio «Alba» in piazza Tebaldo Brusato, accanto ad una cintura realizzata con la pelle di un coccodrillo appena nato.
Una stilista che fa anche il calzolaio. Paraschiva, una delle poche donne a Brescia, se non addirittura la sola, che fa scarpe a mano e su misura. «Mi piace rimettere a posto un paio di vecchie scarpe distrutte. È una bella soddisfazione. A volte il cliente non le riconosce nemmeno, ed esce da qui contento».












