Fatto a mano a BresciaOgni scheda dichiara i giorni di lavorazione. Da 3 a 270.Pellame con matricola C.I.T.E.S.Misurazione a domicilio, o in videochiamata.

Due soci, un banco, un mestiere che stava sparendo

Aperta intorno al 2001 in piazza Tebaldo Brusato. Oggi in Via XX Settembre 38, nel centro di Brescia.

La storia

Quello che segue è ricostruito dai due articoli di giornale del 2008 e del 2011, che trovi più sotto con la scansione originale.

Domi Gezim ha imparato a lavorare le pelli in famiglia, in Albania. Intorno al 2001 apre il laboratorio.

Al banco, accanto a lui, Paraschiva Burbulea, che a Brescia conoscono come Cristina. Rumena, arrivata in Italia con il mestiere già nelle mani. Nel 2008 un giornale locale la descriveva come una delle poche donne a Brescia, se non addirittura la sola, che fa scarpe a mano e su misura.

La prima sede è in piazza Tebaldo Brusato. In vetrina, accanto a una cintura ricavata dalla pelle di un coccodrillo appena nato, stava un paio di scarpe interamente coperte di perle, pensate per una sposa.

Poi il trasloco in Via XX Settembre. È cambiato l'indirizzo, non il metodo: le stesse mani, lo stesso banco, gli stessi ferri.

I due soci hanno faticato e sofferto per mettere in piedi il negozio e per farsi conoscere in città, ma è bellissimo oggi poter rispondere alle richieste di un consiglio formulate dai nostri clienti affezionati.

Articolo di stampa, 7 febbraio 2011

Le persone

L'artigiana al lavoro nella bottega di Brescia

Chi risponde al telefono è la stessa persona che taglia il pellame. Chi ti prende le misure è chi cucirà la suola.

È un mestiere che si impara stando dentro. Esistono dei corsi, ma per specializzarsi bisogna rimboccarsi le maniche.

L'industria ha vinto: l'ottanta per cento della clientela preferisce la scarpa industriale. Lavoriamo per il restante venti, e per chi non sapeva che esistesse un'alternativa.

Dati aziendali
SCARPEFATTEAMANO DI DOMI GEZIM
Sede
Via XX Settembre, 38, 25121 Brescia
Partita IVA
04387190988

Mi piace rimettere a posto un paio di vecchie scarpe distrutte. È una bella soddisfazione. A volte il cliente non le riconosce nemmeno, ed esce da qui contento.

Articolo di stampa, 7 marzo 2008

Il mestiere

Stilisti, disegnatori e modellisti. Il ciclo completo, dalla misura alla suola cucita.

Prima si prendono le misure dei piedi. Poi, insieme al cliente, si sceglie la pelle. Il modello si disegna direttamente sul pellame e si taglia. Si realizza la tomaia, si tira la pelle sulla sagoma, si uniscono le due parti, si cuce la suola.

Per un normale decolleté servono almeno 48 ore di lavoro. La macchina da cucire è uno strumento, la scelta resta della mano.

Materiali di primissima qualità, scelti dal cliente insieme al design. Il modello è ideato su indicazione del cliente, per una sola persona.

  1. 01MisuraIn bottega, a domicilio o in videochiamata. In piedi, peso su entrambi i piedi.
  2. 02FormaLa forma in legno, costruita sulla misura del cliente. È la forma a fare la scarpa.
  3. 03TaglioIl modello si disegna sul pellame e si taglia a mano, seguendo il verso della pelle.
  4. 04MontaggioLa tomaia si tira sulla forma, si monta la fodera, si cuce la suola.
  5. 05FinituraBordi, lucidatura, controllo. Solo dopo la scarpa esce dal banco.

Rassegna stampa

Le scansioni originali sono nell'archivio della bottega.

Articolo di giornale del 7 marzo 2008 dedicato alla bottega, dal titolo Quando la scarpa e donna

Quando la scarpa è... donna

Amo molto il mio lavoro. Disegno le scarpe, scelgo il pellame, e poi le realizzo. Qualcuno è arrivato a dirmi che con le mie scarpe si sente volare.

Il negozio-laboratorio di piazza Tebaldo Brusato, le 48 ore per un decolleté, le richieste delle spose, i clienti con problemi ai piedi.

Leggi la trascrizione7 marzo 2008

Non solo abiti su misura. Ma anche scarpe. E perché no, pure borse, cinture o giubbini in pelle.

Paraschiva, conosciuta anche come Cristina, rumena di 37 anni, da sei realizza stivali, mocassini, decolleté in base alle esigenze dei clienti, nel negozio-laboratorio di piazza Tebaldo Brusato dove lavora con un collega albanese. Attorno a lei sagome di legno, pelli, tacchi, martelli e pinze, colle e chiodi, oltre che decine e decine di calzature sparse sulle tavole di legno.

Una passione la sua, che la tiene occupata per buona parte della giornata, nonostante a casa l’aspettino il marito e le due figlie di 13 e 17 anni. «Amo molto il mio lavoro, racconta con il sorriso sulle labbra. Disegno le scarpe, scelgo il pellame, e poi le realizzo. La soddisfazione più grande è quella di vedere la gente che esce soddisfatta dal mio negozio. Qualcuno è arrivato a dirmi che con le mie scarpe si sente volare».

Per creare una calzatura, Paraschiva prima prende le misure dei piedi, quindi insieme al cliente sceglie che tipo di pelle utilizzare. Disegna il modello sul pellame e poi lo taglia, realizza la tomaia e poi tira la pelle sulla sagoma, per far prendere la forma desiderata, unisce le due parti e quindi cuce la suola.

Diversi passaggi, che richiedono tempo. «Per un normale decolleté ci vogliono almeno 48 ore di lavoro».

Qualcuno è arrivato a chiedercene anche in coccodrillo bagnato da una lamina d’oro. Certo, chi è benestante può permettersi di rivolgersi a Paraschiva, ma non solo, si conferma la 37enne rumena: «Molti vengono nel mio negozio perché hanno dei problemi ai piedi, e con le scarpe normali non riescono a camminare. Alcuni ad esempio devono portare dei plantari. Le spose poi ci chiedono scarpe dello stesso tessuto del vestito, ma sono soprattutto gli uomini che si rivolgono a noi. Qualcuno ci chiede dei rialzi, ad esempio».

Spesso succede che siano i clienti a chiedere modelli particolari, altre volte è Paraschiva che li pensa, e poi li realizza: «Non riesco a fare altro se non un modello che ho in mente. Provo e riprovo finché non trovo il modo per crearlo. Come per le scarpe con le perle, particolarmente adatte ad una sposa». Il piede infatti è interamente coperto di perle, una calzatura assolutamente unica e molto preziosa, che fa bella mostra di sé nella vetrina del negozio «Alba» in piazza Tebaldo Brusato, accanto ad una cintura realizzata con la pelle di un coccodrillo appena nato.

Una stilista che fa anche il calzolaio. Paraschiva, una delle poche donne a Brescia, se non addirittura la sola, che fa scarpe a mano e su misura. «Mi piace rimettere a posto un paio di vecchie scarpe distrutte. È una bella soddisfazione. A volte il cliente non le riconosce nemmeno, ed esce da qui contento».

Articolo di giornale del 7 febbraio 2011 dal titolo La passione delle scarpe fatte a mano

La passione delle scarpe fatte a mano

Calzature per uomo, donna e bambino, scarpe ortopediche o per matrimoni, accessori che possono nascere dal nulla o da riparazioni.

Colloca l'apertura della bottega dieci anni prima, intorno al 2001, e riporta la posizione dei due soci di fronte all'industria.

Leggi la trascrizione7 febbraio 2011

«La gioia più grande è vedere, a lavoro finito, cosa ho potuto realizzare con le mie mani. E ogni volta non vedo l’ora di rimettermi all’opera». Si legge negli occhi, a Cristina, la passione che nutre per il suo lavoro. Una passione che ha trovato voce dieci anni fa, quando il socio Domi ha aperto la bottega Alba, scarpe fatte a mano.

Calzature per uomo, donna e bambino, scarpe ortopediche o per matrimoni, accessori che possono nascere dal nulla o da riparazioni. Ora tradizionali ora particolari, adornate da scritte o disegni, in tinta magari con un abito o abbinate a cinture, borse o pochette, anche queste ultime realizzate nel laboratorio di piazza Tebaldo, in base al gusto del singolo cliente. A questo si dedicano i due soci, rammaricati dall’attuale situazione dei mestieri artigianali. «Stanno scomparendo» dicono, in Italia come in Romania, patria di Cristina, o in Albania, dove Domi ha appreso a lavorare le pelli in famiglia.

«L’industria ci ha battuto, ammettono. L’80% della clientela preferisce la scarpa industriale». Il valore aggiunto della calzatura fatta a mano è però in primo luogo «la stabilità della postura, essendo fatta appositamente sul piede di chi la deve indossare, insieme alla materia prima, di primissima scelta».

Cristina e Domi sono «stilisti, disegnatori e modellisti, forse gli unici in Europa a trattare tutti i pellami e realizzare scarpe per tutti i target, aggiungono. Esistono dei corsi ma per specializzarsi nel settore è necessario rimboccarsi le maniche. Non è un lavoro difficile ma richiede passione e buona volontà». I due soci hanno «faticato e sofferto» per mettere in piedi il negozio e per farsi conoscere in città ma «è bellissimo oggi poter rispondere alle richieste di un consiglio formulate dai nostri clienti affezionati, conclude Cristina. È un lavoro che amo molto».

Dentro il laboratorio

Ingresso dell'atelier di Brescia: pavimento in marmo chiaro, scaffali con calzature esposte, macchina da cucire d'epoca
Via XX Settembre, 38, 25121 Brescia

Meglio su appuntamento: quando siamo al banco, il campanello resta senza risposta.

Si lavora a vista

Il laboratorio non è un retro nascosto: è il posto dove passa tutto. Se vuoi capire perché una scarpa fatta a mano costa quello che costa, guardala nascere. Aperti anche il sabato, meglio su appuntamento: quando siamo al banco, il campanello resta senza risposta.

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